Sermig

La musica che serve a me

di Mauro Tabasso - Là fuori esiste già, basta indovinare la traiettoria, incontrarla, accoglierla.
Spesso le cose non sono come appaiono. Prendete per esempio i Transformers. Chi direbbe che sotto le spoglie di una vecchia auto si cela in realtà un robot alieno massiccio e forzuto? Pensate... boh, a Paperinik, il mio supereroe preferito. Di giorno un pigro perditempo, ma di notte un autentico papero con gli attributi.

L’apparenza a volte inganna e apparire non significa essere o avere. Per questo gli antichi latini coniarono il detto “in vino veritas”. E, come sostiene il mio amico Daniele, “se in vino veritas, in grappa figuratis!”. E io mi figuro, eccome se mi figuro! E dopo medito, uh come medito! Ma non dormo; penso. E penso che non pensiamo abbastanza se nella nostra vita c’è ancora così tanta apparenza e poca sostanza. Penso che non sono abbastanza attento a ciò che penso, e che dovrei farci molta più attenzione. “Fa’ attenzione a come pensi e come parli perché può trasformarsi nella profezia della tua vita”, scrisse san Francesco d’Assisi più o meno intorno al 1200. Il pensiero diventa parola, la parola comportamento, il comportamento abitudine, l’abitudine diventa un valore, e il valore diventa ciò secondo cui vivo. Bella fregatura, o bella fortuna, dipende se decido di vedere il papero o l’eroe, dipende se voglio essere il perdigiorno o colui che prende in mano la sua vita.

Cerco con molta fatica di incarnare la seconda opzione, e trovo che la meditazione faciliti oltremodo il lavoro. Posso pregare se credo in qualcosa o in qualcuno, o posso semplicemente fare silenzio, il vuoto dentro e ascoltare me stesso, il nulla, il tutto. Posso vedere le cose da un’ottica diversa, con maggiore distacco, posso guardare gli avvenimenti del mondo e vedere meglio i segni dei tempi, tentare di capire chi ci guadagna e chi ci perde, chi fa gli interessi di chi, cosa mi sta chiedendo il mondo e perché; posso discernere più facilmente, più liberamente, con libera mente... Sempre se decido di ascoltare. In tutto questo la musica mi ha sempre aiutato molto. La musica adatta aiuta a rilassarsi e a meditare. Lo fa in modo naturale, non è solo atossica (a volumi ragionevoli), ma addirittura benefica e priva di effetti collaterali, anche sui vicini di casa (sempre a volumi rispettosi). A dire il vero oggi mi aiuta di più il silenzio (con somma gioia dei vicini!), ma la musica giusta non guasta quasi mai.

Spesso mi succede che qualcuno entri nella mia stanza (la Tab-Caverna) e mi sorprenda comodamente seduto sulla poltrona con gli occhi chiusi. All'apparenza sto dormendo, sto perdendo tempo, sto derubando chi mi paga lo stipendio. Oppure sto lavorando intensamente, dipende dai punti di vista. Ultimamente tendo a lavorare molto in questo modo, servendomi del silenzio. Sento, sono certo che là fuori, da qualche parte, una musica bellissima e straordinaria, proprio la musica che serve a me, ora, sta facendo di tutto per raggiungermi. Esiste già, non per merito mio, perché non è mia; io devo solo indovinare la sua traiettoria, incontrarla, accoglierla. Nulla aiuta meglio del silenzio. È una situazione molto simile alla preghiera e alla meditazione. Farsi da parte, il gioco è tutto qui. È semplice, ma non facile. E io non sono ancora abbastanza esperto, anche se intendo diventarlo, con tutti i miei limiti e le mie difficoltà. Perché ne vale la pena, perché la musica che non raggiunge me, non raggiungerà nessun altro, poiché è per me che esiste, aspetta me e me soltanto; perché voglio crescere e diventare come Paperinik, non passare la vita a lamentarmi di avere una vecchia auto al posto di un Transformer. È semplice ma non facile, tuttavia non riesco a immaginare nulla di più bello e interessante da fare.

E la musica, oltre che il mio lavoro, è anche un po’ la metafora della mia vita. C’è qualcosa che solo io posso fare per me stesso e per gli altri, le persone che amo e quelle che non conosco nemmeno. Se non la faccio io, quella cosa rimane da fare. È un’occasione persa, e non spunterà un supereroe a provvedere al posto mio. E ora, dal momento che è notte fonda, non devo guidare, e domani è festa, sento che è il momento giusto per andare a cercare un po’ di verità in cantina. Poi, se sarà il caso, un giorno mi rivolgerò agli Armonisti Anonimi...







Rubrica di NUOVO PROGETTO