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Prevedere la felicità

di Pierluigi Conzo - Siamo tutti più o meno consapevoli di commettere frequenti errori nelle nostre decisioni, in particolar modo quando queste dipendono dalla nostra capacità di prevedere come ci sentiremo, cosa ci piacerà, o più in generale che tipo di persone saremo. Ma in che direzione vanno in genere gli errori di previsione? Sottostimiamo o sovrastimiamo, cioè, la nostra felicità dopo un evento o una scelta? Uno studio scientifico, di recente pubblicato sul Journal of European Economic Association, ha misurato gli errori di previsione circa la nostra futura soddisfazione di vita dopo particolari eventi: vedovanza, disoccupazione, disabilità, licenziamento, matrimonio, separazione e divorzio. Lo studio utilizza interviste somministrate annualmente ai residenti in Germania tra il 1991 e il 2004, comparando il livello di soddisfazione di vita dichiarato dal rispondente anno per anno (soddisfazione reale) con il livello di soddisfazione che egli stima di avere dopo cinque anni (soddisfazione prevista).

 Gli autori testano se, cinque anni dopo gli eventi di cui sopra, la soddisfazione reale è uguale, maggiore o minore di quella prevista nell’anno in cui è accaduto l’evento. I risultati sono molto interessanti. Innanzitutto, si conferma l’effetto “adattamento” già precedentemente trovato in altri studi. Per alcuni eventi (matrimonio, separazione, vedovanza, licenziamento) l’adattamento è completo: la soddisfazione reale tende a tornare, negli anni successivi all’evento, allo stesso livello di qualche anno prima dell’evento. Per altri eventi (divorzio, disoccupazione e disabilità) l’adattamento non è perfetto: non si ritorna al livello di soddisfazione di vita pre-evento. Ma il vero risultato innovativo è un altro: la stima dell’errore di previsione, cioè la differenza tra soddisfazione reale e soddisfazione prevista. Gli autori mostrano una tendenza sistematica a sottostimare la nostra capacità di adattamento egli eventi, cioè la capacità di ritornare alla condizione pre-evento. In particolare, sembrerebbe che tendiamo ad essere eccessivamente pessimisti su come staremo dopo episodi di vedovanza, disabilità e disoccupazione, ma eccessivamente ottimisti rispetto a come staremo… dopo il matrimonio!

Insomma, sembrerebbe che dobbiamo avere più fiducia nella nostra capacità di riprenderci da eventi negativi, ma allo stesso tempo non aspettarci grandi rivoluzioni di vita quando stiamo per vivere cambiamenti positivi.

Pierluigi Conzo
ECOFELICIT
À
Rubrica di NUOVO PROGETTO