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Vite in fumo

di Carlo Degiacomi - I dati del 2016 collocano il fumo da sigaretta (1 persona su 5 fuma) tra i fattori di rischio principali. Altri rischi arrivano dall’obesità (1 persona ogni 10), dal consumo giornaliero di alcool (1 su 5), dall’inattività fisica e sportiva (4 su 10). Una notizia positiva arriva dalla Città del Vaticano che dal gennaio 2018 vieta la vendita di sigarette pur sapendo che quest’operazione causerà minori entrate per 10 milioni di euro. Un esempio di coerenza tra il dire e il fare.

Le multinazionali del tabacco, in forte ritirata nei Paesi storicamente sviluppati, hanno incrementato la vendita delle sigarette nei Paesi poveri o in via di sviluppo, ottenendo dal 1970 ad oggi la crescita del 67% del consumo di tabacco. In queste realtà, che sono i maggiori mercati di consumo del tabacco, vive l’80% del miliardo e settecento milioni di fumatori del mondo. Ogni anno nei Paesi sviluppati i fumatori si abbassano all’incirca dell’1%. In quelli in via di sviluppo crescono dal 3 al 6%.

IL FUMO È LA CAUSA PRINCIPALE DI MORTE

I dati ci indicano che le malattie collegate con certezza al fumo di sigaretta, in Italia provocano dai 70.000 agli 83.000 decessi l’anno, oltre il 25% dei quali riguarda persone tra i 35 ed i 65 anni di età. In Europa, il fumo uccide ogni anno circa 700.000 persone. A livello mondiale provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il consumo di tabacco uccide ogni anno nel mondo quasi 7 milioni di persone. Circa il 50% dei fumatori muore in media 14 anni prima e chi fuma è affetto nel corso della vita da condizioni precarie di salute. Il fumo può causare tumori quasi ovunque. Gli organi e gli apparati più a rischio, oltre al polmone sono vescica, sangue (leucemia), colon e retto, esofago, rene e uretere, laringe, fegato, orofaringe (cioè parti della gola, della lingua, del palato molle e delle tonsille), pancreas, stomaco, trachea e bronchi. Per fumo si muore oltre che di tumori anche di malattie cardiovascolari, respiratorie e di inconvenienti all’apparato riproduttivo.

I fumatori sono maggiormente soggetti a un danneggiamento dei vasi sanguigni cerebrali che compromette l’apporto di ossigeno al cervello. Il fumo accelera l’invecchiamento della pelle, induce raucedine, alitosi, decolorazione dei denti, aumento di placca e tartaro, intacca e diminuisce i sensi del gusto e dell’olfatto determinando trasformazioni irreversibili nella mucosa orofaringea, in particolare lingua, tonsille e palato. Influisce in negativo sul sonno, specie nelle donne over 40.

IL FUMO PASSIVO

Ogni anno 19.000 europei non fumatori muoiono per effetto dell’esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro. Il messaggio fa fatica a essere recepito: il fumo viene respirato anche da chi vive con i fumatori. È fumo passivo dannosissimo. Il fumo indiretto causa 600 mila morti ogni anno nel mondo, di questi oltre un quarto (il 28%) sono bambini (dati OMS).

IL COMPORTAMENTO DEI FUMATORI E I BAMBINI

I dati ci dicono che il 24% dei fumatori fuma in presenza di bambini; sette su dieci lo fanno regolarmente in luoghi chiusi. In Italia, dal febbraio 2017 per legge è stato vietato il fumo nelle automobili in presenza di minori, mentre il divieto nei parchi per bambini è attivo solo in alcune città.

La metà dei bambini sotto i cinque anni ha almeno un genitore che fuma sigarette (nel 12% sia mamma che papà!). Una neo-mamma su quattro non rinuncia alla sigaretta dopo il parto. Nel 60/70% dei casi una donna fumatrice incinta, solo temporaneamente interrompe, per ricominciare dopo la nascita del bambino. Molti studi hanno dimostrato che nelle donne incinte il fumo da sigaretta aumenta il rischio di aborto spontaneo e parto prematuro; può causare un più basso peso alla nascita e ritardi nella crescita cognitiva del bambino; aumentare la mortalità perinatale e infantile; sviluppare nel neonato maggiori probabilità di infezioni delle alte vie respiratorie, asma bronchiale, sintomi respiratori cronici e otite acuta.

Carlo Degiacomi
AMBIENTE
Rubrica di NUOVO PROGETTO

ILLUSTRAZIONE: G. FERRARI