Sermig

Spalancate le porte

di Domenico Agasso jr - I giovani devono stare attenti a «non nascondersi dietro a maschere e false identità, fin quasi a diventare loro stessi un “fake”», ossessionati dal «maggior numero possibile di “mi piace”», a non lasciare che «i bagliori della gioventù si spengano nel buio di una stanza chiusa in cui l’unica finestra per guardare il mondo è quella del computer e dello smartphone». Lo dice nel messaggio per la 33esima Giornata mondiale della Gioventù (Gmg) che, in vista di Panama 2019, si celebra a livello diocesano il 25 marzo.

Oggi sono tanti i ragazzi che hanno «la sensazione di dover essere diversi da ciò che sono in realtà, nel tentativo di adeguarsi a standard spesso artificiosi e irraggiungibili». Fanno continui «“fotoritocchi” delle proprie immagini, nascondendosi dietro a maschere e false identità, fin quasi a diventare loro stessi un “fake”». In molti c’è l’ossessione di «ricevere il maggior numero possibile di “mi piace”». E da questo senso di inadeguatezza nascono «paure e incertezze».

Altri poi temono di non riuscire a trovare una «sicurezza affettiva e rimanere soli. In molti, davanti alla precarietà del lavoro, subentra la paura di non riuscire a trovare una soddisfacente affermazione professionale, di non veder realizzati i propri sogni».

Per il Pontefice, nei momenti in cui «dubbi e paure affollano il nostro cuore, si rende necessario il discernimento. Esso ci consente di mettere ordine nella confusione dei nostri pensieri e sentimenti». Il Papa esorta dunque i ragazzi: «Non abbiate timore di guardare con onestà alle vostre paure, riconoscerle per quello che sono e fare i conti con esse», osservando come «spesso l’ostacolo alla fede non sia l’incredulità, ma la paura». Il discernimento, allora, «deve aiutarci a superarle aprendoci alla vita e affrontando con serenità le sfide».

Per i cristiani, «in particolare, la paura non deve mai avere l’ultima parola, ma essere l’occasione per compiere un atto di fede in Dio... e anche nella vita!», perché «se invece alimentiamo le paure, tenderemo a chiuderci in noi stessi, a barricarci per difenderci da tutto e da tutti, rimanendo come paralizzati». Al contrario «bisogna reagire! Mai chiudersi!». Nelle Sacre Scritture «troviamo 365 volte l’espressione “non temere”, con tutte le sue varianti. Come dire che ogni giorno dell’anno il Signore ci vuole liberi dalla paura».

Francesco invita quindi a «non lasciare che i bagliori della gioventù si spengano nel buio di una stanza chiusa in cui l’unica finestra per guardare il mondo è quella del computer e dello smartphone. Spalancate le porte della vostra vita!».

Domenico Agasso jr
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Rubrica di NUOVO PROGETTO