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Icone del silenzio

Chiara Dal Corso - UOVA E COLORIdi Chiara Dal Corso - In questa icona la caratteristica che si vuole rappresentare maggiormente è il Silenzio di san Giovanni evangelista, indicato dalle dita davanti alla bocca. È un modello iconografico raro, che incomincia a svilupparsi nelle icone russe, tra i secoli XVI e XVII. Solitamente l’apostolo viene raffigurato a figura intera, seduto, mentre scrive il Vangelo ispirato da un angelo, o inserito in una grotta mentre detta l’Apocalisse al discepolo Procoro, esiliato nell’isola di Patmos secondo la tradizione. Questo modello deriva certamente dagli altri due ma ha questa particolarità: indica e invita al silenzio. 

Icona del Silenzio di san Giovanni evangelistaNon sappiamo con certezza se ci sia un modello di riferimento. L’unico altro esempio è dell’VIII secolo ed è stato ritrovato a Faras in Egitto ed è esposto nella “Galleria di Faras” a Varsavia. Si tratta di un dettaglio della figura di sant’Anna, la madre di Maria, ritratta nello stesso gesto. Non ci sono altre icone antiche di questo genere.

Perché proprio san Giovanni evangelista riprende questo gesto? Il discepolo che è andato forse più nella profondità del mistero di Dio, quel discepolo che aveva intuito l’ampiezza dell’amore di Gesù, ed era consapevole di essere amato da lui, quel discepolo che di sé non dice niente ma che sa parlare di Dio perché l’ha visto in Gesù, nei suoi gesti, nel suo modo di vivere, l’ha ascoltato profondamente, l’ha seguito fin sotto la croce, attratto da quell’amore incrollabile, e certamente l’ha anche amato, ha vissuto la sua presenza dopo la sua resurrezione, è entrato nel mistero di Dio nella conoscenza della profondità del suo amore per l’essere umano e per la sua storia e certamente come Maria la madre che gli è stata donata dal maestro, ha imparato a meditare tutte queste cose nel suo cuore. Ora, in questa icona, ci invita al silenzio, importantissimo per pregare, per conoscere e amare Cristo.

È lo spazio interiore dove è possibile ascoltare la voce di Dio, dove è possibile contemplarlo, vederlo, amarlo. Non è un “vuoto” di parole, rumori, pensieri, preoccupazioni, attrazioni, ma un luogo che chiede di essere tenuto in ordine, libero per accogliere l’Ospite amato e ascoltare quello che lui ha da dirci. Dalla creatività e sensibilità di Gianmario Carozzi, iconografo contemporaneo, è nata un’icona che raffigura Maria ispirandosi a questi due modelli. In seguito è stata riprodotta più volte in modi diversi, ad esempio anche presso la comunità monastica benedettina di san Giulio d’Orta. Un’icona, quella di Maria, significativa e profonda: quale persona più adatta ad indicarci il silenzio come una via di incontro con Dio se non lei, che grazie a Gesù e al suo cuore purissimo e addolorato, è diventata madre di san Giovanni e madre di tutta l’umanità.

Chiara Dal Corso
UOVA E COLORI
Rubrica di NUOVO PROGETTO

Dettaglio della figura di sant’Anna (Faras, Egittto, VIII secolo)Gianmario Carozzi, Icona di Maria che invita al silenzio