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Ragione e immaginazione

Cesare Falleti - CUORE PUROdi Cesare Falletti - «L’ordine è il piacere della ragione: ma il disordine è la delizia dell’immaginazione» ha scritto P. Claudel, un grande drammaturgo cristiano francese del secolo scorso. Questa frase, che da una parte mi consola, perché mi criticano per il fatto che sono disordinato, dall’altra suscita in me la voglia di scoprire perché un grande scrittore dice una cosa che trovo strana, ma che nasconde una grande importanza. I due poli sono ragione e immaginazione; non possono essere opposti, quasi si escludessero. Ne va della grandezza della persona umana. L’ordine occorre per costruire, fare dei piani, dare l’ossatura alla vita umana, alle relazioni tanto importanti perché le persone possano avere un respiro che le pone al di sopra degli animali.

Senza ordine non si procede nella costruzione del mondo, e dunque di ogni nostra vita. La ragione, però, costruisce, organizza, rassicura perfino, ma non dà vita. L’immaginazione da sola non fa stare in piedi nulla, ma ha delle funzioni capitali: quella di spingere in avanti la ragione per farle cercare sempre nuovi orizzonti, quella di poter parlare “in parabole” facendo capire più di quanto le parole possano dire, quella di rendere il mondo costruito dagli uomini vivibile.
L’immaginazione crea e dona gioia, fa andare oltre ai limiti umani, fa sperare in un mondo più bello, più sano; apre orizzonti irraggiungibili che però conducono a fare dei passi, che altrimenti non si sarebbero mai fatti: talvolta la realtà, grazie all’immaginazione, raggiunge mete che la ragione escludeva totalmente dal possibile. La ragione, da parte sua, consola l’immaginazione quando questa scopre di avere le ali tarpate e pazientemente apre strade, crea spazi in cui l’immaginazione si lancia di nuovo con entusiasmo. Il disordine, perciò, non permette di avere orizzonti chiusi, bloccati o limitati. Una casa nella sua struttura architettonica non è una cosa viva, a meno che l’arte, che è dalla parte dell’immaginazione, non dia vita alle sue forme.

Copertina del libro "Cesare Falletti, La custodia del tempo, Ed. Effatà"Ma l’immaginazione, abitando la casa, pone delle figure, talvolta non immediatamente utili, ma che permettono alla casa di essere viva. La bellezza e l’arte in tutte le sue forme, danno alle creazioni della ragione vita, capacità di comunicare, gioia di abitare. E mentre si possono fare case con un unico piano architettonico, ripetuto moltissime volte, l’interno di ogni casa dice chi ci abita e non possono essercene due uguali, anche grazie a quel briciolo di disordine che è presente necessariamente in ogni posto dove c’è vita.

Pensiamo ai boschi, alle spiagge, ai campi, ai fiori. Direi che il luogo per eccellenza in cui possiamo comprendere la frase di Claudel è la coabitazione dell’operare e del desiderare. Si opera secondo un certo piano, talvolta studiato nei minimi dettagli secondo una geometria che unisce pensiero e mani; ma tutto il mondo dei desideri non ha confini e vive di una spinta che può partire in tutti i sensi. Il desiderare rende bella la vita, le dà respiro, la mette in moto. Se non cadiamo nel capriccio, che ci fa protestare se tutti i nostri desideri non si compiono e se tutte le persone non si mettono al nostro servizio, il desiderio ci fa andare oltre le nostre possibilità e apre delle vie che non potevano essere sospettate, perché è uno spirito leggero che sa trovare le minime fenditure della vita per andare a respirare in spazi larghi e aerati.
Però se non collabora con l’operare finisce per girare intorno a se stesso, ad avvolgersi nel fumo del nulla e la vita non è nutrita. Piacere e delizia sono cose simili, ma il primo rallegra il cuore della persona umana e la seconda dà respiro e sovrabbondanza. La ragione è la grandezza dell’uomo, l’immaginazione ne è la genialità.


Cesare Falletti
La custodia del tempo
Ed. Effatà

Cesare Falletti
CUORE PURO
Rubrica di NUOVO PROGETTO