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Fuori dalla realtà

a cura della redazione - Siamo quelli là, quelli tra palco e realtà, recitava una canzone di Ligabue. Oggi potremmo dire che siamo diventati qualcosa di diver­so: quelli tra immaginazione e realtà. Forti di convinzioni granitiche e perce­zioni, che alla prova dei fatti si mostra­no fragilissime. Nessun tema escluso, a cominciare dall’immigrazione: feno­meno che divide, accende passioni e rinfocola istinti. Un fenomeno spesso strumentalizzato, di certo sovradimen­sionato. Lo dice con chiarezza uno stu­dio dell’Istituto Cattaneo partito da una domanda molto semplice: «Secondo lei, qual è la percentuale di immigrati rispetto alla popolazione complessiva in Italia?». Le risposte parlano da sole: 7% il dato reale, 25% quello percepi­to. L’errore commesso dagli italiani è quello più alto tra tutti i Paesi dell’Unio­ne Europea (+17,4 punti percentuali). «Esiste dunque una scarsa infor­mazione dell’opinione pubblica su questa tematica», è la conclusione dell’Istituto. Tra i fattori che entrano in gioco in questo errore di valutazione, gli orientamenti politici dei cittadini, il livello culturale, l’ambito professiona­le, la provenienza geografica. Con un dato paradossale, la distanza tra il dato reale e quello stimato è maggiore dove la presenza di immigrati è minore.

Numeri, si dirà. Ma non è proprio così perché gli errori di percezione si riper­cuotono in automatico sull’atteggia­mento della popolazione verso gli im­migrati. Criminalità, lavoro, contributo economico: su tutte le tre questioni, spiega l’Istituto Cattaneo, l’opinione degli italiani è decisamente più nega­tiva nei confronti dell’immigrazione e dei loro eventuali benefici per l’econo­mia o la società. Rispetto a una media europea del 57%, gli inter­vistati italiani che ritengono che gli immigrati peggiorino la situazione della crimina­lità rappresentano il 74% dell’intero campione. Così, gli italiani che pensano che gli stranieri vengano a ru­bare il lavoro (58%) o siano un peso per lo stato sociale (62%).

Risultato: chi ingigantisce la portata del fenomeno, è indotto anche a ingigantirne le conseguenze. «Sareb­be sbagliato pensare che il tema dell’immigrazione sia soltanto una questione di mal-percezione – conclude l’Istituto – perché i suoi ef­fetti sugli atteggiamenti dei cittadini sono concreti e rea­li. Ed è soprattutto con quelli che la politica e i partiti de­vono fare i conti».

A cura della redazione
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