Sermig

Colle di sangue

di Aurora Antonucci - Il Col di Lana, cima delle Dolomiti di Belluno, nel 1915 fu teatro di grandi battaglie dai risultati alterni tra l'esercito italiano e quello austriaco. Una di queste si svolse tra il 18 ottobre e il 4 novembre. Nel cassetto dei ricordi di uno zio, ex ragazzo del '99 (il soprannome dei giovani coscritti inviati al fronte nel 1917 per rimpiazzare i caduti), ho ritrovato la lettera di un soldato, scritta alla vigilia del combattimento. Sarà l'ultima.


Maria mia carissima
siamo in procinto di partire per un combattimento, e prima vi voglio inviare quale ricordo questo piccolo libretto con alcune immagini che mi furono donate dai padri Certosini nel cui convento siamo stati accantonati per due giorni e dai quali ci siamo confessati e comunicati e circondati anche da cure affettuose.

Te lo mando, certo che gli farai buona accoglienza, tanto più che il trovarne è molto difficile, perché rarissimi, quindi egli è molto prezioso. Ti accludo pure un piccolo fiore secco che io stesso colsi sulle nostre Alpi per le quali passai.

Così se l'Onnipotente vorrà che io vada con Lui, potrai dire che mi sono ricordato della mia buonissima sorella da me mai dimenticata. Sarai tanto gentile da dare anche alla cara mamma un bacio con tutta I'affezione e un'immagine delle accluse, come pure all'Erminia e alla buona Pina, in modo che allorquando sfoglierete il vostro libro di preghiera alla vista di tali immagini vi torni alla mente anche il ricordo del vostro Carlo. Qualora il piombo nemico mi dovesse colpire non piangete per me, o carissime, ma siate orgogliose che il fratello vostro abbia versato il proprio sangue per una più grande e gloriosa Italia.

A questo proposito ho dato I'indirizzo vostro al mio buon cappellano del reggimento, il padre Erbetta, il quale vi farà avvertite qualora dovesse avverarsi tale fatto (il combattimento avverrà al Col di Lana a 2.464 metri).

Pregate pure voi perché la vittoria arrida alle nostre armi e salvi alle famiglie tanti padri, sposi e fratelli, affinché il dolore sia convertito in gaudio e gloria per i loro cari combattenti.

Ti scrivo al lume pallido di una candela ed in compagnia di un caporal maggiore amico carissimo, col quale ho recitato la corona in un prato adiacenteall'infermeria nella quale sto redigendo la presente.

Egli è un chierico ligure e con lui tutte le sere si andava dal cappellano a ridere un po'; poi si recitava la corona; ma purtroppo rimarremo soli perché il cappellano segue il grosso del reggimento, il quale si è già portato nella zona delle prossime operazioni.

ll nostro battaglione lo seguirà fra poco, ma anche riuniti i reparti difficilmente in combattimento potrò rivedere il cappellano amatissimo, il quale ieri ci diede dei cioccolatini che divisi da vero amico col mio compagno chierico.

Voglio sperare di potervi ancora scrivere e descrivervi la grande battaglia, ma anche morissi sul campo di battaglia vi sarò vicino col cuore e colla mente.

Maria buonissima, baciami caldamente I'amatissima mamma nostra e fá a lei coraggio; baciami Erminia e Pina e dà loro un caldo abbraccio fraterno.

Salutami don Luigi e il parroco e rinnovando a tutti voi i più cari baci e saluti.

Ricordatevi sempre dell'aff.mo vostro Carlo.

Col di Lana 17 ottobre 1915

Aurora Antonucci
NPFocus
Rubrica di NUOVO PROGETTO