Sermig

Con Rai Ragazzi la musica arriva oltre le sbarre

A Torino un concerto per i figli e le famiglie dei detenuti

Un carcere pieno di musica e canzoni, dedicate ai figli e alle famiglie dei detenuti: è accaduto oggi pomeriggio – sabato 22 giugno - tra le mura di della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, nel concerto organizzato da Rai Ragazzi con il Sermig – Arsenale della Pace, l’Unicef e la Direzione della Casa Circondariale di Torino in occasione della Giornata Internazionale della Musica. Ospiti d’onore, una sessantina di bambini - tra i 2 e i 14 anni - figli dei detenuti, e le loro famiglie. L’incontro, nell’auditorium del carcere, è stato scandito dai brani eseguiti dall’Orchestra e Coro del Laboratorio del Suono del Sermig, diretti da Mauro Tabasso e presentati da uno dei volti più noti di Rai Ragazzi, dalla Melevisione a Happy Dance: Lorenzo Branchetti.

“Un modo diverso per passare un poco di tempo insieme: andare a trovare il proprio papà in carcere ed assistere ad un concerto con lui. Rai Ragazzi – dice Mussi Bollini, vicedirettore di Rai Ragazzi - oltre all'impegno nel produrre, acquistare e trasmettere programmi di qualità, cerca di essere presente sul territorio con eventi che coinvolgono le diverse realtà torinesi o nazionali, in un impegno costante per una cultura dell'infanzia che deve essere sempre più incentrata sui reali bisogni dei bambini e dei ragazzi”.

In scaletta, applauditissime, alcune sigle e canzoni storiche di Rai Yoyo: “Ninna Nanna Bumbi” e “Il bassotto e la giraffa” dal programma “Bumbi”; “La rabbia va in vacanza”, “Sulle ali del coraggio” e “Amici!” da “L’albero azzurro”, ma non mancheranno altri brani come tre movimenti dalla Kindersinfonie (la “Sinfonia dei giocattoli”) di Angerer-Mozart-Haydn, “Song of Hope” di Susanna Lindmark, “The final countdown” degli Europe e “Viva la vida” dei Coldplay.

"Oggi grazie a Rai Ragazzi e all’Orchestra e Coro dell'Arsenale della Pace del Sermig – aggiunge Antonio Sgroi Presidente provinciale per l'Unicef di Torino - possiamo affermare di aver adempiuto a quanto previsto dalla Convenzione dei diritti dell’infanzia, di cui quest’anno ricorre il trentennale, agevolando il consolidamento di rapporti personali e contatti diretti con i genitori. Promuovere il mantenimento di relazioni familiari di qualità incide positivamente non solo sul genitore recluso, ma soprattutto sullo sviluppo del bambino.

UFFICIO STAMPA RAI


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