Sermig

Preferisco studiare

di Michelangelo Dotta - Le nuove generazioni tra compiti e tecnologia
Sotto l’Albero, anche quest’anno, la tecno- logia ha fatto la parte del leone confermando la tendenza di un mercato che attraversa senza problemi una crisi economica che sembra non avere fine. Smartphone, videogiochi e tablet hanno sbaragliato ogni concorrenza e paradossalmente, gli articoli più richiesti, risultano anche essere i più costosi. Per un modello di moda, cool, siamo disposti ad ogni sacrificio e con le formule intelligenti di rateizzazione proposte dai gestori telefonici, nessuno si sente escluso dall’imprescindibile “benessere tecnologico”.

Gli spot pubblicitari dei produttori di telefonia mobile sono raddoppiati sulle emittenti televisive insidiando da vicino il primato di pandori e panettoni, i profumi seguono a distanza mentre tutto il resto del comparto merceologico si discosta di poco dalla routine annuale. Ma una grande novità natalizia il 2018 ce l’ha regalata, un dono appositamente studiato per i giovani scolari dei diversi ordini, una circolare del ministero dell’istruzione che, con i consueti Auguri, ha invitato i docenti ad assegnare meno compiti delle vacanze per “… consentire ai ragazzi di stare con i propri cari, con gli amici, di dedicarsi alla lettura o ai propri hobby, fare movimento, visitare mostre…”.

Grandioso! Mentre i controsoffitti delle aule collassano e sono a rischio, gli edifici scolastici in gran parte vetusti sono spesso imbottiti di amianto, orde di genitori pazienti infilano nello zainetto dei pargoli saponette e carta igienica che nei bagni latitano, il precariato dilaga e non sono previsti stanziamenti per l’edilizia scolastica, orienta- mento e formazione degli insegnanti, il ministro pensa alle feste in famiglia, tutti riuniti accanto al focolare e finalmente liberi dal gravoso giogo dello studio.

Se non fosse che il divario tra gli studenti italiani e quello di molti altri Paesi dell’Ocse è tale da rendere non solo necessario ma doveroso continuare a studiare anche durante le vacanze, che gli interessi dei ragazzi poco coincidono con la lettura e i percorsi museali e che nel nostro Paese gli adolescenti tra i tredici e i diciassette anni, secondo le ultime statistiche, trascorrono in media sette ore al giorno online, il pater- no e premuroso pensiero natalizio del ministro potrebbe aver qualche senso… ma la realtà sociale italiana è ben altra e suggerirebbe diverse attenzioni nei confronti del complesso e fondamentale universo dell’istruzione.

Per crescere le nuove generazioni in linea con i Paesi più sviluppati e renderle pronte e preparate alle sfide sempre più difficili della società del futuro, occorre investire sempre più efficacemente proprio sullo studio, la qualificazione del corpo docente e la continuità didattica e, soprattutto, avere il coraggio di ammettere che solo con la volontà e il sacrificio si ottengono risultati… ma forse è retaggio di altri tempi… meglio non perdere tempo sui libri e andare sottobraccio alla mamma a comprare l’ultimo Iphone con buona pace del dicastero e sogni d’oro del ministro.

Michelangelo Dotta
MONITOR
Rubrica di NUOVO PROGETTO