Sermig

Impegniamoci

di Gianfranco Cattai - Mi ha fatto piacere ascoltare Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio, in occasione del Premio del Volontariato Internazionale FOCSIV lo scorso 29 novembre. Le sue parole ci indicavano un Paese, l’Italia, di buone pratiche.

«Girando per il mondo ricoprendo i diversi incarichi istituzionali, mi sono reso conto di come si debba essere tutti consapevoli di come l’Italia sia un Paese generalmente amato e anche un po’ invidiato, anche considerato un Paese amico. I diplomatici dicono – Gentiloni è stato anche ministro degli Esteri – “L’Italia non ha un’agenda nascosta”, non è un Stato arrogante che cerca di imporre una sua egemonia. Non è sempre stato così, abbiamo anche noi pagine della storia delle quali non essere orgogliosi, però è così.

Mi auguro che l’Italia non cambi strada. Tra le cose che mi preoccupano di più di questo periodo è che l’Italia scelga di avere un profilo di ostilità nei confronti dei vicini, nei confronti del Mediterraneo, di chiusura. Sarebbe un peccato che la nostra reputazione, costruita in questi decenni, ne sia fortemente incrinata, ma sarebbe anche molto pericoloso. In questi mesi ho sentito spesso la frase “tanti nemici, tanto onore” e invece significa “tanti nemici tanti guai.”

D’altronde l’Italia è quel Paese capace di adottare una Legge di Stato sulla cooperazione internazionale – 125/14 –che all’art. 1 ben specifica la propria consapevolezza e de- terminazione: [...] conformemente al principio di cui all’articolo 11 della Costituzione, contribuisce alla promozione della pace e della giustizia e mira a promuovere relazioni solidali e paritarie tra i popoli fondata sul principio di interdipendenza e partenariato.
Penso che non dobbiamo desistere dal volere costruire un Paese dalle buone pratiche, che significa impegnarsi per il bene comune delle nostre comunità tanto dell’Europa che per i tanti Paesi impoveriti. Non è sempre facile.

Sentire criminalizzare le cosiddette ONG paragonandole ai “trafficanti schifosi” preoccupa, consapevoli che è vero con il principio che chi semina raccoglie, l’orizzonte è cupo. A tutti noi che crediamo che la fiducia sia elemento fondamentale per poter operare non basta accontentarci del voler resistere, ma è d’obbligo che ci impegni a rilanciare: possiamo e vogliamo essere presenza e testimonianza nel mondo di una comunità, quella degli italiani, che vuole costruire relazioni solidali».

Gianfranco Cattai
BUONE PRATICHE
Rubrica di NUOVO PROGETTO