Sermig

Fratello dei poveri

di Aurora Antonucci - Dom Hélder Câmara, a venti anni dalla scomparsa di un grande figlio dell’America Latina

Amico e voce dei poveri, dom Hélder Câmara è stato definito del papa Giovanni Paolo II “fratello dei poveri”, affiancandolo a Madre Teresa di Calcutta. La sua famosa frase «Quando do da mangiare a un povero mi chiamano santo, ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora mi chiamano comunista » ha fatto sì che venisse definito il “vescovo rosso”, ma non era il marxismo a contrassegnare la sua vita, bensì l’amore a Dio e al prossimo, che si nutriva di una profondissima spiritualità radicata nella preghiera e nella Parola di Dio. Con la sua presenza al Concilio Vaticano II promosse la Chiesa come popolo di Dio, povera a fianco e a servizio dei più poveri, deboli, emarginati, sfruttati, oppressi. “O bispinho”, il piccolo vescovo, come era chiamato a causa della bassa statura, è stato anche un grande amico di Ernesto Olivero e del Sermig, un maestro di vita. A lui è dedicato un padiglione dell’Arsenale della Pace di Torino.

Il processo di beatificazione a livello diocesano si è concluso a dicembre per passare ora a Roma all’esame della Congregazione delle cause dei santi. Lasciamoci scuotere ancora da alcune sue provocazioni. Cristo è morto per tutti gli uomini: non posso escludere nessuno dal mio dialogo fraterno. Ma, pur amando tutti, devo nutrire, come Cristo, un amore speciale per i poveri. La povertà può, e a volte deve, essere un dono accettato generosamente e generosamente offerto a Dio. Ma la miseria è ripugnante e avvilisce. Ferisce l’immagine di Dio che è in ogni uomo. Viola il diritto e il dovere di ogni essere umano al suo perfezionamento integrale…

Nessuno inganni se stesso, pensando che basti un poco di generosità e di assistenza sociale. Se vogliamo arrivare fino alla radice dei nostri mali sociali, dobbiamo rompere la spirale iniqua del sottosviluppo e della miseria. Cristo ha insegnato che noi tutti saremo giudicati secondo il modo di trattare che avremo usato verso di lui nella persona di chi ha fame, di chi ha sete, di chi non ha vesti ed è ammalato, o in prigione, o è straniero. In conclusione, oggi, colui che si trova caduto ai margini della strada, aspettando il buon samaritano, non é un solo individuo, esistono popolazioni intere, continenti interi, c’è tutto un Terzo Mondo ferito, spogliato, ridotto a una condizione infraumana.

Chiesa di Cristo che sei in Italia misuri tu la tua responsabilità? La Chiesa di Cristo non ha bisogno delle nostre pietose menzogne, chi è di Cristo sa che solo la verità ci renderà liberi. Sarebbe molto facile additare le numerose opere a cui la Chiesa si consacra in tutto il mondo, che rivelano un profondo amore a Cristo nella persona di coloro che soffrono. Ma sarebbe contro la verità tentare di dimenticare che – almeno di origine – sono cristiani i Paesi che in un modo ingiusto hanno schiacciato più di 2/3 dell’umanità e che la parte cristiana del mondo povero – l’America Latina – ha ripetuto e ripete le stesse ingiustizie commesse dall’Europa cristiana e dalla cristiana America del Nord.

La minoranza bianca e di origine cristiana rimane così cieca che davanti all’assurda situazione del mondo di oggi, attribuisce all’esplosione demografica del Terzo Mondo la condizione di miseria in cui questo s’incontra e scopre come unica soluzione la distribuzione massiccia di pillole e apparecchi anticoncettivi, completata da campagne per la legalizzazione dell’aborto. Non sospetta neppure, la minoranza bianca di origine cristiana, che l’esplosione responsabile della situazione del mondo attuale si dà appunto nel suo seno ed è un’esplosione di egoismo. Vita in sovrabbondanza e sperperi per meno di 1/3 dell’umanità portano logicamente a una vita infima, alla miseria e alla fame dei 2/3 rimanenti. Che abbiamo fatto del vangelo di Cristo? Chiesa di Cristo che sei in Italia!

Sarà fantasia sperare che lo Spirito di Dio ti riservi il compito di aiutare i tuoi fratelli del mondo intero, a scoprire, alla luce dell’ispirazione divina, come affrontare, insieme all’indispensabile conversione personale, le conversioni collettive per il superamento dei peccati sociali, espressi nelle strutture ingiuste, che schiacciano milioni di figli di Dio? Sarà fantasia sperare che lo Spirito di Dio ti riservi il compito di aiutare i tuoi fratelli cristiani di tutto il mondo a portare la chiesa di Cristo, affidata alla nostra debolezza, a dare l’esempio di affrontare i suoi peccati sociali, affinché non manchi la forza morale nell’ora di alzare la voce per esiger un modo più giusto, più umano più e fraterno? Che la Madre del Bambino Gesù, che tanto soffrì al vedere suo Figlio senza una casa per nascere e che dovette fuggire dalla persecuzione di Erode, che la Madre di Gesù, Madre di tutte le madri e di tutti i bambini, ci ottenga dal suo Figlio che non ci fermiamo alle belle parole e alle belle intenzioni!».

Aurora Antonucci
LATINOS
Rubrica di NUOVO PROGETTO