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A pieni polmoni

Flaminia Morandi - MINIMAdi Flaminia Morandi - Come cristiani, anzi, come cattolici non si può respirare con un polmone solo; bisogna avere due polmoni, quello orientale e quello occidentale, disse un giorno Giovanni Paolo II a Parigi ai rappresentanti delle confessioni cristiane. Per chi sente il bisogno di respirare meglio la fede è salubre la lettura di Dimmi la verità, un libro di Dialoghi sul senso della vita tra sua beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco cattolica ucraina e don Paolo Asolan, docente di teologia pastorale all’Università Lateranense e incaricato della formazione permanente del clero della diocesi di Roma. La formula del dialogo mantiene tutta la freschezza delle risposte dell’arcivescovo, dotato di una fulminea capacità di sintesi e di una simpatia umana da padre della Chiesa, e tutta la sincerità della ricerca di don Asolan e il suo desiderio di respirare anche con il polmone orientale: dopo tanti secoli di incarnazione della Chiesa nell’occidente romano patria del diritto, dopo dosi da cavallo di scolastica e di moralismo, chi si occupa di giovani oggi ha bisogno della visione orientale, del suo accento sullo Spirito Santo e sulla sua azione vitale, energetica, creativa, del suo incessante movimento risurrezionale.

Fotografia dell’arcivescovo Andrej SeptyckyjDel resto la storia della Chiesa greco cattolica ucraina è un ciclo pasquale ininterrotto di morte e risurrezione: la rottura con la Chiesa di Mosca tra il XV e il XVI secolo, a fine ’700 le persecuzioni dopo la spartizione della Polonia e la riaffermazione dell’unione con Roma, l’invasione russa durante la prima guerra mondiale e la grandezza dell’arcivescovo Andrej Septyckyj (foto), l’occupazione nazista, i tentativi della Russia sovietica di cancellarla, la lunga Siberia del cardinale Josyp Slypyj, la guerra attuale. Ancora oggi per molti l’esistenza della Chiesa ucraina è «una ferita aperta nel corpo di Cristo»: meglio insomma se non ci fosse.

Al contrario, come salta dalle pagine di questo libro, essa ha molto da dire, anche su tre questioni pastorali che stanno a cuore a papa Francesco: la sinodalità, il matrimonio dei preti, i migranti. Sinodalità: la congregazione dei vescovi non si limita a dare consigli, ma prende “insieme” le decisioni di governo. I preti sposati, tradizione antichissima, oggi investita dalla crisi globale della famiglia: e in quella sacerdotale la moglie ha una vocazione pari a quella del marito. I migranti: con 4 ondate migratorie nel tempo sono 20 milioni gli ucraini nella diaspora. Mentre però i migranti sono spesso possibili destinatari dell’evangelizzazione, con gli ucraini è l’inverso: sono loro gli evangelizzatori. Come ha detto papa Francesco alle badanti ucraine a messa a santa Marta: «Grazie a voi tanti italiani hanno ricevuti i sacramenti, anche l’estrema unzione, perché eravate lì ad accompagnarli; grazie a voi tante famiglie hanno riscoperto i valori familiari cristiani». Grazie! Avete insegnato a pregare a chi non sapeva farlo più.

Flaminia Morandi
MINIMA
Rubrica di NUOVO PROGETTO

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